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Emozioni
Publicato da Nocciolina su 22/5/2006 (404 Letto)
Tratto dalla rete : http://it.groups.yahoo.com/group/rouese4000/

Le alpi: una catena di emozioni

Ci fu un tempo, in cui le alpi oltre a essere la mia meta, la mia
aspirazione, erano, anche, il luogo dove più di ogni altro, vedevo
riflesso un futuro sereno, felice ,spensierato e pieno di promesse.
Avevo sempre con me un libro di poesia: semplice e genuina. La
stessa che sentivo nel mio cuore. Racchiuso in esso avevo tante
speranze ,nella mia mente albergavano mille sogni, insieme a tanta
voglia di vivere amare e correre, per sentire , riflesso, dentro me
tutto l'azzurro di un cielo meraviglioso

Incontrai gli abitanti di quei luoghi. Persone povere in denaro, ma
ricche nello spirito. Gente che sa , capire da una sola stretta di
mano se l'animo di chi hanno davanti, è limpido, ricco, oppure se è
torbido, e vi è solo povertà interiore .
Nn ho la presunzione di affermare di possedere la capacità di
amare, e vivere la montagna, nello stesso modo, con la stessa
intensità, con cui viene amata, vissuta da chi da quei monti è stato
partorito, però vorrei esprimere le sensazioni che quei luoghi
regalano alla mia anima, anche adesso in cui nel mio cuore nn
regnano più le speranze e i sogni di quando vidi il primo monte
delle alpi: la Marmolada . Da quel momento fu amore a prima vista, e
da lì cominciò il mio desiderio di vedere l'intera catena alpina. Nn
mi sono mai avventurata nei meandri della montagna o sulle alte
cime, ma posso dire che quei luoghi mi hanno dato , lo
stesso, qualcosa di bello e profondo che rimarrà in me finchè vivrò

Vidi al tramonto il ghiacciaio del monte rosa tingersi di mille
sfumature rosa.. Dei paesi ai piedi del monte Rosa, me ne è rimasto
impresso uno in particolare, di cui nn ricordo il nome; ricordo solo
le sue meravigliose albicocche,la sua acqua fresca , limpida e
squisita, e i costoni dei monti ricoperti di un verde scurissimo,
che stringevano il paese in una gola strettissima, Una visione
veramente suggestiva ma inquietante nello stesso tempo

Vidi il monte bianco sgombro da nubi, annunciare dalla sua
postazione la sua potenza al mondo. Vidi la dolce verde Val Ferrè, e
il suo torrente. Anche qui la mano dell'uomo ha sacrificato molto di
quei posti, ma se ci si inoltra per sentieri, o si arriva fino alla
cascata, ceh si trova , in fondo alla valle ,si respira ancora aria
di pulito e di buono..e agli occhi appaiono posti incantati e
dolcissimi?

Vidi il Cervino, unico solitario e irripetibile tesoro alpino.
Ferito nel cuore, ma sempre pronto a dare un attimo di adrenalina, a
chi voltando le spalle a Cervinia, sa vedere , ancora , in quel
paesaggio una montagna che vuole vivere e gridare la sua bellezza..

Vidi il cuore del gran Paradiso, dolce, bellissimo , tenero vivace ,
come un bambino, nei suoi colori e nelle sue forme . Lì ancora è
tutto intatto..

Vidi il Gran Sambernardo, il suo delizioso laghetto, una deliziosa
ochetta che tranquilla e indisturbata nuotava nell'acqua.
Peccato che la strada abbia tagliato la montagna, dandogli, anche ,
quel sapore di civiltà che fra quei posti fa quasi male all'anima,
percepire..

Del Gran San Bernardo,in una giornata di agosto toccai la neve del
suo ghiacciaio che mai si scioglie. Mi sedetti sulla vetta più alta,
e guardando ora il cielo, ora le montagne, ora l'infinito sotto di
me, mi sembrò di essere in un mondo che nn faceva parte del mio
mondo. Mi parve di vedere in quelle vette l'essenza di un dio: dolce
e buono, ma severo e implacabile . Rimasi incantata quando scoprii
sui costoni di quei monti, piccoli cespugli di fiori bianchi, timidi
ruscelli di acqua fresca, e giovani salti d' acqua che scendevano
dall'interno di un grande masso che sembrava, miracolosamente,
appoggiato al terreno .

Vidi il piccolo San bernardo e la sua valle.

Vidi la Valtellina, il vicino ghiacciaio del Bernina, che dominava
la vallata,
Vidi i piccoli e caratteristici paesi, dell' ALta e bassa
Valtellina , le sue verdi valli, che per km costeggiavano la strada
che dalla frontiera della zona franza, porta a Bormio. Li per quella
strada mille ponti su torrenti indimenticabili, tanti laghetti, a
volte interrotti da una diga.

Vidi il passo dello Stelvio, col suo paesaggio , impervio , che
infondeva intorno un atmosfera quasi spettrale avente in se qualcosa
di magico.

Vidi il passo Gardena, era d'inverno, ne ebbi quasi paura. Una
montagna bellissima, ma che nelle notti in cui la neve fiocca e il
vento soffia senza tregua, ti può apparire come una mano crudele che
vuole spazzarti via, Ma poi, tornato il sole e placato il vento , ti
scopri a dimenticare la precedente impressione, e senti dentro una
sensazione di benessere quando ti appare, la montagna illuminata
dal sole ,mentre la sua vetta ,libera da nubi , pare sfiorare il
cielo,

Vidi il cadore, il suoi laghi, i suoi boschi,.
Vidi il delizioso lago di Misurina, , le imponenti cime di Laveredo
e poi ancora avanti , il paesaggio che regala la strada che dal
Cadore porta a Cortina, e poi ancora proseguendo da Cortina fino
al passo Falzago, fino a trovarmi in cima ad uno dei passi più
suggestivi delle dolomiti:Il passo del Pordoi.

Vissi con un tuffo al cuore la strada che dal passo del Pordoi
scende fino a Canazei per poi risalire, in un paessaggio mozzafiato
fino al massiccio della Marmolada : unico e indescrivibile.

Vidi , e vissi , l'inizio del suo ghiacciaio, la sua forza, la sua
semplicità?..

In questo meraviglioso tratto delle alpi, un susseguirsi imponente e
maestoso, di catene montuose, disegnano insieme ai boschi alle
cascate e ai torrenti, un paesaggio mozzafiato. D'inverno quando la
neve è adagiata sui prati e sui rami degli alberi si ha la
sensazione di essere in un mondo incantato , abitato da , streghe,
fate e folletti, si guarda il cielo con la convinzione di vedere
apparire babbo natale , con la sua slitta trainata dalle renne .
Dal camino delle poche case isolate della zona, fuoriesce una
colonna di fumo grigio, che infonde nell'aria un buon profumo di
buona legna bruciata nel camino.

Vidi il passo di san Pellegrino e i passi laterali ancora più
belli , dove, le montagne sembra quasi che ti tocchino
Vidi i paesini a valle. Vidi posti meravigliosi

Guardavo senza mai stancarmi: boschi, laghetti , cascate,
torrenti,.seguivo con lo sguardo il movimento delle mucche, dei
falchi, dei corvi, delle farfalle, e di tutto ciò che di piccolo o
grande appariva ai miei occhi, nulla sfuggiva al mio sguardo, mi
fermavo a osservare, ogni minimo dettaglio, cercando di imprimerlo
nella mia memoria per nn dimenticarlo più.

Dalle alpi, dalla Marmolada fino al monte Bianco , avrei voluto
conoscere, toccare, ogni anfratto, ogni lembo di terra .
Quei monti, tanto belli ma anche tanto misteriosi, in alcuni punti
sembrava volessero imprigionarmi da quanto era stretta la gola delle
montagne fra cui mi trovavo . Le loro vette, i loro costoni in
pietra , sembravano, dar vita a mille figure dipinte sulla tavolozza
del cielo, che parevano addirittura animarsi, quando la neve veniva
spostata dal vento.

Nei giorni sereni, il grigio dei monti spiccava contro il cielo
azzurro in un contrasto unico al mondo.
In alcune punti delle alpi, nelle sere dai rossi tramonti, il grigio
dei monti prendeva il colore del rosa. .

La a sera a volte mi succedeva di nn riuscire a staccare gli occhi
da una luna particolare che sorgeva da dietro il monte di fronte a
me.
A volte dopo un temporale, un meraviglioso arcobaleno si estendeva
da una vetta a un'altra, e piccole nuvole bianche si posavano sulla
cima delle montagne .

Lassù in mezzo a quelle vette maestose e impervie,mi sentivo un
puntino . Ricordo il vuoto, se guardavo sotto di me, Ricordo
l'infinito, se guardavo davanti a me, Ricordo l'azzurro se alzavo
gli occhi verso il cielo.
Sarebbe bastato un passo falso, per farmi cadere nel vuoto, e nn far
rimanere di me, che le le briciole. .

Ho pensato, mentre ero su uno dei tanti passi alpini, come sarebbe
stato bello essere un aquila, spiccare il volo, e sorvolare tutte le
cime delle alpi, fermarmi a riposare ora qui, ora là, E di notte
riposarmi nel mio nido, a guardare le stelle, mentre intorno regnava
silenzio. Ho immaginato come sarebbe stato bello essere un
cerbiatto, e nella mia corsa toccare torrenti, cascate, e riposarmi
all'ombra degli abeti . Ho sorriso all'idea di essere uno
scoiattolo, che costruita la sua tana , nel tronco di un albero
lesto si arrampicava fin sul suo ramo più alto, e poi riscendeva a
terra e sgattaiolava per il bosco a cercar allegramente il cibo ,
per il periodo invernale.

Simona
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