Login
Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?
Menù principale
Registrazione
Se vuoi registrarti e partecipare alla vita del sito invia la tua richiesta tramite la voce "contattaci" indicando il nome utente con cui vuoi registrarti.
Argomenti scottanti
Utenti online
5 utente(i) online
(1 utente(i) in Notizie)

Iscritti: 0
Ospiti: 5

altro...
Salute pubblica : CCDU assolto, Lilium in fallimento
Inviato da ZioCrick il 29/9/2016 23:54:56 (504 letture) News dello stesso autore

Anche se un po datata, vale la pena di ricordarla.

CCDU assolto, Lilium in fallimento
Si conclude così la complessa vicenda giudiziaria che premia la tenacia e persistenza del CCDU Onlus a tutela dei minori
Lunedì 28 Settembre 2015


Chieti. Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Con queste parole il giudice per le indagini preliminari ha cassato la richiesta del pubblico ministero di iniziare un processo contro alcuni membri del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus e l’allora consigliere comunale Gabriella Maffioletti, a seguito della denuncia presentata da Vittorio Lupinetti – in proprio e quale Presidente del Consiglio di Amministrazione Legale Rappresentante della Lilium – nel novembre del 2012. Mentre il CCDU, difeso dall’avvocato Pilerio Plastina del Foro di Milano, è stato assolto, apprendiamo invece che la Lilium è stata soggetta a procedura fallimentare, nello scorso mese di gennaio 2015.



Sulla Lilium, alla fine del 2012, proprio a seguito dei nostri esposti, era stato disposto un accertamento affidato ai NAS che, in sintesi, aveva riscontrato, come può leggersi nella loro informativa in atti, indizi di reità per i seguenti gravissimi reati:

esercizio di attività sanitaria senza autorizzazione (art. 110 C.P. e 193 T.U. LL.SS.);

falso ideologico (artt. 110-483 C.P.);

truffa in danno di Enti Pubblici (artt. 110-640, secondo comma, C.P.).

In buona sostanza, da questi accertamenti era risultato che la Lilium operava del tutto abusivamente perché, priva delle necessarie autorizzazioni sanitarie, aveva presentato documentazione ideologicamente falsa e, per l’effetto, frodava, incamerando cospicue rette, gli enti pubblici che mandavano i ragazzi perché venissero curati.

In seguito, come riferito dal quotidiano Il Centro nell’articolo del 7 gennaio 2014, veniva emessa un’ordinanza il 21 dicembre 2012 con la quale si intimava la cessazione dell'attività sanitaria esercitata in via Verdi. La Lilium presentava quindi ricorso che veniva respinto dal TAR. Come riferisce Il Centro: “Nell’ottobre 2012 la ASL ha informato il Comune che la Lilium non è in possesso dell’autorizzazione sanitaria predefinitiva e le domande per ottenere quella definitiva non possono essere accolte. A sua volta la Regione ha chiarito che la società non era iscritta all’albo, dove compariva ancora la Cearpes. La Lilium, che risulterebbe in possesso solo di autorizzazioni per servizi alla persona, rilasciate dal Comune nel 2007, non potrebbe beneficiare delle norme sulle strutture sanitarie.”

Come facilmente riscontrabile sul sito www.fallimentichieti.com, la Lilium Scarl di Via Verdi 18 - 66020 - San Giovanni Teatino (CH), partita Iva 02081170694 è soggetta a procedura di fallimento dichiarata il 13/01/2015, numero 1/2015, con curatore l’avv. Maria Rita Arabella Tenaglia. Ricordiamo ai lettori che la LILIUM è una germinazione – stessa struttura, stesse persone – della Coop. CEARPES, fallita alcuni anni fa.

Oggi, siamo soddisfatti della decisione del giudice che pone fine a una vicenda paradossale in cui ci trovavamo ad essere imputati addirittura di calunnia, per aver semplicemente fatto il nostro dovere di denuncia a tutela di ragazzini minorenni e indifesi.

Ora, vorremo portare l’attenzione dei cittadini e dei legislatori su queste comunità psichiatriche ad alto contenimento. Riteniamo che debbano essere ripensate integralmente. Il solo pensiero che attualmente ci siano ragazzi chiusi a chiave in una struttura, pesantemente sedati e legati al letto da psichiatri che ritengono che “non ci siano altri modi di cura e che non esistono terapie d’urto alternative, se non quelle dei farmaci e dei letti di contenzione” ci fa rabbrividire. Purtroppo siamo a conoscenza di altre strutture in cui si utilizzano regolamenti e protocolli che a nostro avviso violano i diritti umani dei ragazzi. Noi ci battiamo perché non siano più tollerati, in una società che voglia avere i caratteri per definirsi, civile.

Fonte: Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus



Segnala questa news

                   

I commenti sono di proprietà degli autori. Si declina ogni responsibilità sul loro contenuto.
Cerca
Video
Questo sito è un'iniziativa personale e non è subordinato in maniera diretta o indiretta ad alcuna personalità, gruppo, associazione o partito politico.
Tutti i materiali presenti nel sito sono di proprietà dei legittimi autori.
Costituzione Italiana. Art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Powered by XOOPS 2.4.4 Copyright 2001-2010 The XOOPS Project